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Vivisezione
La
legge 413/93 è una tappa fondamentale non solo per il movimento
animalista ma per tutti i cittadini italiani, perchè rafforza
un diritto fondamentale dell'uomo: la libertà di opinione. La
sperimentazione animale, negli ultimi anni, ha subìto una profonda
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critica
da parte del movimento scientifico antivivisezionista che, ha
tralasciato le motivazioni puramente etiche e filosofiche, per
occuparsi di quelle tecniche.
Nessun esperimento effettuato su animali è inconfutabile, nè ha
le caratteristiche fondamentali del metodo sperimentale, cioè
l'assoluta riproducibilità. Il punto di partenza è che, nessuna
specie animale può costiutire modello sperimentale di nessun'altra
specie.
Qualche esempio chiarirà meglio questo concetto. La Amanita phalloides,
fungo velenosissimo per l'uomo, è innocuo per il coniglio. Il
succo di limone avvelena gatti e conigli. La morfina è un anestetico
per l'uomo, un eccitante per il gatto. La pennicillina è letale
per la cavia.
La sperimentazione animale appare, quindi, non solo inutile ma
dannosa perchè i dati da essa ottenuti sono fallaci e del tutto
insufficienti. La digitale fu considerata pericolosa perchè, sperimentata
nel cane, ne innalzava la pressione arteriosa. Così fu ritardato
di almeno un decennio l'uso di questo farmaco-principe per il
cuore umano. Di esempi del genere nella storia della ricerca medica
ve ne sono a migliaia. Alcuni di essi hanno scritto pagine nere
come gli effetti distruttivi del talidomide o del cliochinolo
contenuti in svariati farmaci che avevano superato i tests sugli
animali. Migliaia di persone hanno subito effetti irreversibili
come cecità, paralisi e migliaia i casi di decesso. Tuut'ora si
utilizzano ancora metodi cruenti e grossolani per la ricerca biomedica
o tests di tossicità.
Il DL50 (Dose Letale 50%) consiste nel far respirare, iniettare
o far mangiare agli animali dei farmaci o delle sostanze chimiche
fino a che la metà di loro non sia morta. Il parametro di tossicità,
dal quale si stilano i rapporti con altre specie animali e, quindi,
anche per l'uomo, viene stabilito proprio in concomitanza con
il decesso del 50% degli animali utilizzati.
Come se non bastasse, i vivisettori creano "razze da laboratorio"
ricorrendo alla consanguineità per decine di generazioni. Tutto
questo per ottenere animali standardizzati che dovrebbero dare
tutti la stessa risposta alle sollecitazioni farmacologiche, fisiche
e neurologiche: stessa dieta, isolamento da agenti esterni. Ma
forse gli uomini, a parte la diversità della specie, possono essere
considerati standard? E' sempre più chiaro che si vuole correggere
il tiro di un metodo che poggia su fondamenta fragili e anacronistiche.
Ma quale alternativa alla sperimentazione animale? Anche in questo
caso gli esempi sono decine: organizzazioni di banche dati, studi
di predizione sulla base delle caratteristiche chimico-fisiche,
modelli matematici delle relazioni quantitative si struttura-attività,
modelli molecolari e uso di grafica computerizzata per lo studio
di interazioni molecolari, illustrazioni mediche, simulazioni
computerizzate, frazioni subcellulari, colture cellulari, tessuti
e organi isolati, dati epidemiologici umani, uso di procarioti,
ecc.
L'adesione degli scienziati, al movimento antivivisezionista,
è crescente. Alcuni di loro hanno sempre effettuato sperimentazione
senza l'utilizzo del modello animale; altri, e questo è più indicativo,
dopo anni di vivisezione, hanno abbandonato questo metodo. Grazie
alla legge 413/93 questi professionisti hanno la possibilità di
opporsi a tale metodologia dirottando le proprie ricerche su altre
più sicure ed economicamente più permissive.
Agli studenti universitari, ai quali questo documento è rivolto,
facciamo appello affinchè si rifiutino, nell'ambito di alcuni
corsi di facoltà scientifiche, di aderire alle eventuali sperimentazioni
che fanno uso di animali e di partecipare ad insegnamenti sostitutivi
che la legge obbliga di predisporre.
Altresì, confidiamo che i disservizi e la mancata pubblicità della
legge esposta, siano denunciati alle associazioni animaliste che
provvederanno a far pressione sui rettorati affinchè vengano rispettate
le regole sancite dalle leggi dello Stato. |
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